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Recensione The Studio (2025)

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 di  Ciro Alessio Formisano Complice una sventurata lesione del tendine estensore del terzo dito della mano destra, ho avuto l'occasione - per le prime necessarie cure che sono seguite ad un'assistenza sanitaria non propriamente puntuale... - di sospendere in parte le attività lavorative e ritrovare quel tempo, troppo spesso trascurato, da dedicare alle mie passioni. Per pura coincidenza, mi sono deciso a seguire una breve serie televisiva di appena dieci episodi dalla durata variabile, che in maniera altrettanto coincidente proprio in questi giorni ha fatto incetta di premi agli Emmy's Awards. The Studio , serie televisiva ideata da Seth Rogen (che ne cura anche la regia con il sodale Evan Goldberg), non soltanto è una irriverente e spietata satira del mondo della produzione cinematografica hollywoodiana; è anche, e soprattutto, una dichiarazione d'amore appassionata al cinema stesso. Un amore che travalica e finisce per prevalere sulle molteplici e sempre più contradd...

Recensione Longlegs (2024)

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 di Ciro Alessio Formisano «Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro. E se tu guarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te » ( Friedrich Nietzsche, Al di là del bene e del male) Cullato su una comoda poltrona, circondato da un nutrito e coraggioso gruppo di amici, mi sono immerso nella visione di Longlegs (regia di Oz Perkins, 2024) , incuriosito - oltre dall'efficace campagna di marketing che ne ha preceduto la distribuzione - dal mio personale fascino per Nicholas Cage. Quest'ultima nota personale, che ritenevo avrebbe di per sé giustificato il mio eventuale apprezzamento del film, si è invece rivelata marginale rispetto ad una pellicola che ha intercettato il mio gusto in più di un aspetto. Non che il lavoro svolto da Cage sia stato al di sotto delle mie aspettative - anzi -, tuttavia Longlegs riesce a sostenersi di per sé, lasciandosi apprezzare per il complesso dei suoi meriti. Longlegs è un film ...

Recensione Civil War (2024)

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 di Ciro Alessio Formisano “La Fotografia è violenta: non perché mostra delle violenze, ma perché ogni volta riempie di forza la vista, e perché in essa niente può sottrarsi e neppure trasformarsi.” (La camera chiara, Roland Barthes) Giustamente osannato da buona parte della critica, che lo ha già eletto quale miglior opera di questo non ancora terminato 2024, e immeritamente snobbato da buona parte del pubblico, che ha legittimamente preferito rivolgere la propria attenzione altrove, Civil War (2024, regia di Alex Garland) è uno di quei film che costringe lo spettatore ad interrogarsi sul rapporto tra immagine e racconto. Si potrebbe dire che questa riflessione appartenga ad ogni film, in quanto connaturata all'idea stessa di cinema, che fa della vista - prima ancora dell'udito, e dunque del sonoro - il proprio senso privilegiato.  E però Civil War, come Blow-Up di Michelangelo Antonioni (1966) e ovviamente Rear Window (1954) di Alfred Hitchcock, appartiene a quella schiera d...
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 di Ciro Alessio Formisano “All my mornings are mondays stuck in an endless February” (Fortnight) “Tutte le mie mattine sono lunedì intrappolati in un febbraio infinito”: nel lungo, denso e a tratti verboso racconto che di sé fa Taylor Swift tra le righe del nuovo album, credo non ci sia miglior verso di questo per descrivere quella sensazione di stasi emotiva che, all’ascolto, mi ha accompagnato per tutte le sedici tracce di The Tourtured Poets Department – poi estese a trentuno con la pubblicazione di ulteriori quindi tracce, a sorpresa. Riproponendo, con meno versatilità musicale, la svolta synth-pop avuta con Midnights (2023), ma impreziosendola con una scrittura ormai compiutamente consapevole dei propri mezzi che da Folklore (2020) in poi l’ha sancita quale una delle più interessanti penne del panorama cantautorale mondiale, con The Tourtured Poets Department Taylor Swift sembra voler ambiziosamente offrire il suo magnum opus, summa onnicomprensiva di tutto ciò che ha ra...

Recensione Spaceman (2024)

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 di Ciro Alessio Formisano C'è stato un tempo in cui soffrivo di aracnofobia. Non avevo paura dei ragni in genere, ma solo di quelli sufficientemente grandi da sviluppare la peluria, come le tarantole o i ragni trappola. Mi bastava vederne uno perché mi paralizzassi. Ricordo che per anni non fui mai grado di sapere come si svolgesse la sequenza della Tana di Shelob ne Il Signore degli Anelli: Il ritorno del Re (2003) , tanto era il mio timore di aprire gli occhi.  Chissà poi come, verso i vent'anni, questa paura improvvisamente passò, e da allora dei ragni non ho più avuto alcun ribrezzo - e soprattutto potei gustarmi il Ritorno del Re in versione integrale. Questo piccolo preambolo autobiografico aveva l'intenzione di riconoscere a me stesso, più che a voi lettori, il fatto che la visione di Spaceman (pellicola del 2024 per la regia di Johan Renck, distribuito su Netflix) mi sarebbe stata in quel periodo impossibile, data la presenza - oltre di Adam Sandler , graditissima ...

Recensione American Fiction (2023)

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 di Ciro Alessio Formisano Thelonious "Monk" Ellison (così soprannominato per l'evidente rimando al celeberrimo pianista e compositore jazz  Thelonious Sphere Monk ) è uno scrittore, nonché docente universitario di letteratura inglese, afroamericano, originario di Boston. "Monk" sta tenendo una delle sue lezioni, quando viene interrotto da una studentessa bianca, coi capelli verde e una camicia di flanella. La suddetta studentessa si dichiara offesa dalla scritta che campeggia sulla lavagna alle spalle del professore: "The Artificial Nigger", il titolo di un racconto della scrittrice Flannery O' Connor .  Vi risparmio di raccontarvi la reazione di "Monk", ma vi basti sapere che risulterà sufficiente al corpo docenti dell'Università nel fornire una valida ragione con la quale congedare lo scomodo professore, che sarà sì un talento letterario, ma non altrettanto abile nell'esercizio dell'arte del compromesso.  "Monk" s...

Recensione Vultures 1 (Kanye West & Ty Dolla $ign, 2024)

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 Di Ciro Alessio Formisano "Nel corso degli anni, il rapper statunitense ha infatti mostrato un'abilità sorprendente nel sapersi rialzare, tanto da innescare svariati dubbi sulla sincerità dei suoi scivoloni. Spesso sembra quasi che West cerchi appositamente il vaso da non centrare, la gaffe buona per ogni occasione e da spiattellare ai quattro venti senza una ragione. Già, perché West adora sguazzare nel fango alla stregua di un suino dal ghigno beffardo. Ama rendersi ridicolo davanti al mondo per poi risalire la china con la classe di un gigante che sa di non temere nessuno." (Giuliano Delli Paoli, recensione di My Beautiful Dark Twisted Fantasy pubblicata su ondarock.it) Credo non ci siano parole più esaustive di quelle che ho deciso di condividere in esergo a quella che - mi perdoneranno i pochi lettori - sarà una lunga e sconclusionata recensione di Vultures 1 (l'ultimo atteso album di Kanye West co-firmato da Ty Dolla $ign) per descrivere l'atteggiamento al ...