Recensione Spaceman (2024)
di Ciro Alessio Formisano C'è stato un tempo in cui soffrivo di aracnofobia. Non avevo paura dei ragni in genere, ma solo di quelli sufficientemente grandi da sviluppare la peluria, come le tarantole o i ragni trappola. Mi bastava vederne uno perché mi paralizzassi. Ricordo che per anni non fui mai grado di sapere come si svolgesse la sequenza della Tana di Shelob ne Il Signore degli Anelli: Il ritorno del Re (2003) , tanto era il mio timore di aprire gli occhi. Chissà poi come, verso i vent'anni, questa paura improvvisamente passò, e da allora dei ragni non ho più avuto alcun ribrezzo - e soprattutto potei gustarmi il Ritorno del Re in versione integrale. Questo piccolo preambolo autobiografico aveva l'intenzione di riconoscere a me stesso, più che a voi lettori, il fatto che la visione di Spaceman (pellicola del 2024 per la regia di Johan Renck, distribuito su Netflix) mi sarebbe stata in quel periodo impossibile, data la presenza - oltre di Adam Sandler , graditissima ...