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Recensione Saltburn (2023)

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  di Ciro Alessio Formisano Sollecitato da un amico che me ne ha caldamente consigliato la visione, nel passaggio al nuovo anno – e dopo una lunga convalescenza influenzale che mi ha accompagnato pressocché per tutte le festività natalizie – mi sono goduto Saltburn (2023, regia di Emerald Fennell). A incuriosirmi, oltre alla fiducia che ripongo nel buon gusto della persona che me l’ha suggerito, sono state le reazioni che, per quel poco che avevo avuto modo di leggere, ne hanno accompagnato la visione in coloro che l’hanno guardato. Col senno di poi, posso affermare che i giudizi che ne sono scaturiti si sono concentrati prevalentemente su aspetti del film che ritengo non solo marginali, ma addirittura fuorvianti rispetto alla sostanza dell’opera rappresentata. Se è vero che, su un piano squisitamente formale, Saltburn si presenta nella veste di una satira sociale in chiave gotica, vi aleggia uno spirito talmente irriverente, cinico e sfacciatamente demenziale, che solo una vi...