Recensione Oppenheimer (2023)
di Ciro Alessio Formisano In virtù del recente, e ancora in corso, Writers Guild of America strike, lo sciopero che vede coinvolti buona parte degli sceneggiatori e degli attori di Hollywood, a spendersi nella promozione del suo ultimo film - di certo non parco di celebrità - è stato in primo luogo Christopher Nolan. A mia memoria, mai il regista si è così direttamente prodigato nella campagna pubblicitaria di una sua pellicola, che pure lo vede nelle vesti di produttore. Tale coinvolgimento ha consentito al pubblico di conoscere meglio e in maniera più approfondita uno dei registi che, comunque la si pensi, ha segnato il mondo della cinefilia degli ultimi venti anni, nella sua capacità di far combaciare pretese di autorialità da una parte con ampi consensi di pubblico dall'altra - fattori che, ahinoi, non sempre viaggiano parallelamente. Che Nolan non sia uno dei registi che personalmente inserirei in una ideale, per quanto inutile e pretestuosa, lista dei migliori cineasti di se...